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Sono andata al cinema,
per distrarmi dalla mia incapacità d’intessere rapporti reali con le persone.
Ho visto l’illusionista, sperando mi convincesse che la magia esiste ancora, da qualche parte.
E c’eri tu sullo schermo e c’ero anch’io.
C’era un uomo alto e allampanato con la sua routine, e c’era un coniglio mannaro e c’era una ragazza con le scarpe rosse e un marionettista fallito.
Sarà che sono deviata e in ogni cosa devo trovare sempre qualche riferimento al mio caso, ma quella tristezza e quella tenerezza che proiettavano mi appartengono, anche se le scaccio, come coniglietti mannari, tornano.
Ma, seppure non mi ha migliorato l’umore, ne ho tratto comunque un insegnamento:
in ogni storia che si rispetti ci deve essere un uomo alto, un coniglio mannaro e delle scarpe rosse.