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pezzi di memoria
scrivo per ricordare, e scrivo per dimenticare.
ovviamente per ricordare i momenti belli, e per cacciar via quelli brutti, come se raccontandoli volassero via col suono delle parole per andarsene zitti zitti nel dimenticatoio.
la memoria è una cosa strana, la mia ancora di più. procede a balzi, salta interi pezzi, segue un percorso tutto suo, fa il rewind e sostituisce alcune parti con altre; la memoria falsa i colori, distorce le voci, amplifica le sensazioni e dimentica i passaggi.
non segue un filo logico.
la memoria fa i dispetti e i capricci. a volte dà fastidio come un sasso nella scarpa.
dalla mia memoria è uscito un libro, che come un fantasma mi perseguita, e come nelle migliori favole non mi lascerà andar via finchè non avrò ritrovato il suo nome e non lo avrò riletto.
il problema è che non ricordo quasi nulla di questo libro, se non che parlava del mare, e che lo lessi d’estate, in spiaggia.
non era un libro famoso e forse neanche particolarmente bello, ma in qualche modo deve avermi segnato, altrimenti non mi torturerebbe.
non ero neanche adolescente e di quella estate ricordo solo quel libro e che avevo i capelli corti. mio zio mi faceva fare i tuffi e mio padre mi portava a pescare.
non ricordo un amico, nè dove eravamo, ma il mio sguardo assorto nel libro.
eppure ricordo che ero felice, e cominciavo ad essere me.
quando ho dimenticato di essere me, bhè questo non lo ricordo.